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Categoria : Chiesa
Chiesa di San Fedele Milano
Chiesa di San Fedele Milano
Piazza San Fedele, 4

Il titolo canonico della chiesa è Santa Maria della Scala in San Fedele. Si trova traccia di questa chiesa già nei documenti del XII secolo che sopravvisse sino al secolo XVI. Alcuni dicono che potrebbe essere più antica, dal momento che il Giulini ne parla nell'anno 813, chiamandola "Santa Maria in Solario", da solarium, perché pare che il vescovo Ariberto abbia dato inizio alla sua fondazione dal solaio della sua casa.

Piazza San Fedele, 4
Tel.: 02/863521
Orari: Orario di apertura: 7.30 -14.30 / 16 -19 Messe: Feriali 7.55,11,12.45,17.30 Sabato 7.55,11,12.45,18.30 Festivi 9.30,11,18.30,20.30

Voluta dal cardinale Borromeo, è stata restaurata dopo i bombardamenti del 1943. Mozart diresse qui nel 1771 la Cantata della Passione. Solo nel secolo XII si chiamò S.Fedele e sorgeva su una piazza spaziosa. Nel 1566 i Gesuiti chiamati a Milano da S. Carlo Borromeo fissarono la loro sede in S. Fedele. Furono i Gesuiti a presentare a S. Carlo Borromeo un primo progetto di riedificazione della chiesa che fu però respinto a favore di un altro progetto del Pellegrini. Dopo un decennio accanto alla chiesa fu costruito un grandissimo collegio che fino al 1763 fu la Casa Principale di Lombardia dei Gesuiti. Tutte le suppellettili della vicina chiesa di S.Maria della Scala, che era stata demolita, furono trasportate in S. Fedele. Finita interamente nell'800, restarono ampie lacune nel frontone principale della facciata e nella parte posteriore, l'abside rimase al grezzo eccettuata la parte inferiore. S. Fedele è popolare fra i milanesi per la sua posizione e per essere chiamata il "Santuarietto delle ballerine della Scala." Qui campeggia l'antica immagine detta un tempo Madonna delle Ballerine, nonché dei cantanti. Si dice che i rattin, gli spinacitt (pittoreschi nomi con i quali i meneghini autentici definiscono le ballerine della Scala) non mancavano mai, passando da queste parti, di visitare la loro "Madonnina" e di accendere una candela o un lumino. Altro motivo di tale nome, quel singolare anticipo del Barocco, il primo altare a destra affiancato da due Angeli che con grazia staccano le colonne dai rispettivi capitelli e le reggono obliquamente dando un'impressione di fragilità e leggerezza. Suggestivi il coro in legno ricco di inserti in madreperla, iniziato da Anselmo del Conte nel 1579 e i confessionali, opera di Riccardo Taurini, databili agli ultimi decenni del '500.

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