Categoria eventi Cultura
15 Marzo 2010
Il ragazzo del lago (Piemme) di Marcello Foa racconta la vita avventurosa e romanzesca di Aimone Canape.
Nel 1938, giovanissimo, va in Germania per imparare il mestiere di maître d’hotel. Partigiano dopo l’8 settembre, si ritrova uomo chiave nella resa di Mussolini quando, il 27 aprile del 1945, la colonna della Wehrmacht si arresta alle porte di Dongo. E’ proprio lui, il ragazzo del lago, l’unico che parlasse tedesco, a trattare coi nazisti. Marcello Foa presenta il libro insieme ad Andrea Tornielli e Aimone Canape in persona.
Il libro ispirato alla storia di Aimone Canape, colui che per primo trattò con i tedeschi la resa di Mussolini, è ricco di rivelazioni storiche scottanti su episodi fondamentali relativi alla seconda guerra mondiale, il nazismo, il fascismo e la lotta partigiana. Si parte dalla sua permanenza in Germania, durante la quale visita anche il bunker di Hitler, fino alle testimonianze inedite sulle modalità della cattura di Mussolini, Claretta e Marcello Petacci a Dongo.
Non è che un ragazzino Aimone, quando, giovanissimo cameriere all'Hotel Suisse di Como, ottiene di andare in Germania per imparare il tedesco e il mestiere di maître d'hotel. Qualche giorno dopo, a Oberhof, nel castello del principe Watzesky e della sua signora, osserva rapito dal fondo della hall il bel mondo che si appresta a celebrare la notte di San Silvestro del 1938. Ma la padrona di casa, quando scorge il ragazzo al fondo della sala, all’inizio dei festeggiamenti, inizia ad ansimare e si accascia. Solo pochi giorni dopo, quel ragazzino nato a Dongo, identico come una goccia d'acqua al figlio che la donna ha da poco perduto, si troverà catapultato nella vita sfarzosa della capitale nazista. E addirittura ospitato nel bunker di Hitler.
Ma non è che il primo coup de théâtre di questa straordinaria epopea. Perché rientrato in Italia al seguito di una delusione amorosa, e arruolato nell'esercito, Aimone dopo l'8 settembre diventa partigiano. Colpire e nascondersi. Sfuggire alla cattura. Non tradire i compagni, per nessun motivo, mai. Nemmeno se vieni arrestato, atrocemente torturato, impacchettato con destinazione Mauthausen, il campo dell'orrore.
Proprio mentre tutto sembra ormai perduto, un nuovo colpo di scena cancella la parola fine e rimette in moto la storia di Aimone. Nel tragitto viene riconosciuto da un ex amico della famiglia tedesca da cui è stato a servizio che lo sottrae da fine sicura e gli salva la vita. E il 27 aprile del 1945, quando la colonna della Wehrmacht si arresta alle porte di Dongo, sarà proprio il ragazzo del lago, l'unico che sappia parlare tedesco, a trattare la resa di Mussolini, di Claretta Petacci, di suo fratello Marcello, di sua moglie, dei gerarchi fascisti. E a illuminare alcune delle vicende più misteriose della nostra storia.
Marcello Foa
È nato a Milano nel 1963. Giornalista di scuola montanelliana, oggi è inviato speciale di politica internazionale e collabora con diverse testate radiotelevisive tra cui Radio3Rai, Radio24, Rai Uno, Italia Uno, Rete quattro e i settimanali svizzeri Azione e Weltwoche. Condirettore dell'European Journalism Observatory, collabora con Bbc radio e insegna comunicazione e giornalismo all'Università della Svizzera italiana di Lugano e all'Università Cattolica di Milano. Vive a Milano.
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