Categoria eventi Teatro
dal 4 Novembre al 6 Novembre 2009
Ripercorrere la storia dell’Unione Sovietica da Lenin a Vladimir Putin vestendo i panni di due cittadini della strada: si chiamano Rabinovich e Popov, vale a dire i cognomi più usati in Russia dalle famiglie rispettivamente di religione ebraica e ortodossa. Sono loro i personaggi che Moni Ovadia inventa, ma in un certo senso fa solo rivivere per attraversare un continente sconosciuto e oggi sommerso dalla storia come Atlantide dal mare.
Le grandi speranze e le tragedie immense che hanno attraversato l’U.R.S.S. ritrovano la vita nelle parole e nelle canzoni che il grande affabulatore Ovadia porta sulla scena in una alternanza di sarcasmo, tragedia e ironia, accompagnato al pianoforte da Carlo Boccadoro: narrazioni, melodie, piccole storie, musiche, dialoghi. E perfino barzellette, uno dei mezzi del pensiero critico negli anni del regime, collezionate perfino da Stalin che asseriva di averne “un Gulag pieno”. Dunque non la storia dei capi di stato e dei generali, ma dei cittadini e dei soldati. O per meglio dire dei compagni Popov e Rabinovich, i cui rapporti in quella settantina di anni di repubbliche sovietiche non furono sempre idilliaci, due eroi disincantati e senza nome nel “socialismo in un solo paese”.
Moni Ovadia Nato in Bulgaria nel 1946, comincia la sua attività teatrale a Milano negli anni ‘80. Nel 1987 crea Dalla sabbia dal tempo e da’ il via a quell’idea di “teatro musicale” attorno alla quale ancora oggi opera la sua ricerca espressiva. Nel ‘90 con Oylem Goylem , una creazione di teatro musicale in forma di cabaret, si impone all’attenzione del grande pubblico. Il 1994 segna l’inizio del sodalizio artistico con Roberto Andò, con l’opera Frammenti sull’Apocalisse di Daniele Abbado e Nicola Sani presentato al Romaeuropa Festival nel 1995. Seguono Ultima forma di libertà , Il silenzio , Pallida madre, tenera sorella con la regia di Piero Maccarinelli, Il caso Kafka , Il banchiere errante e Il violinista sul tetto . Nel 1996 ottiene il Premio Speciale UBU per la sperimentazione su teatro e musica.
Diplomato al conservatorio di Milano, Carlo Boccadoro ha composto musiche per le più importanti stagioni musicale italiane. Le sue composizioni sono state eseguite dai maggiori direttori, solisti e gruppi strumentali della scena contemporanea internazionale. Nel 1998 ha realizzato un brano commissionato da Louis Andriessen per un progetto europeo coordinato da Enzo Restagno e nel 2001 un’opera per ragazzi commissionata da Luciano Berio per l’Accademia di Santa Cecilia. E’ tra i fondatori di Sentieri selvaggi, un progetto culturale dedicato alla diffusione della musica d’oggi, che comprende, fra le altre cose, un Ensemble strumentale e un Festival.
04 - 06 novembre
Promomusic
RABINOVICH E POPOV
di e con Moni Ovadia
e con Carlo Boccadoro al pianoforte
Teatro Libero
Via Savona, 10
20136 Milano (MI)
02 832 3126
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