Categoria notizie Politica
Data : 8 Marzo 2010
Fonte : epolis Milano
Dopo la falsa partenza, la campagna elettorale per le Regionali entra nel vivo, a venti giorni esatti dal voto. Ma la decisione del Tar (la sentenza arriverà entro il fine settimana) di riammettere Roberto Formigoni e il decreto firmato da Napolitano si lasciano dietro una coda velenosa di polemiche e il rischio di uno o più ricorsi al Consiglio di Stato.
Non solo. Il Pdl deve recuperare quei duetre punti che, secondo i sondaggi di Berlusconi, a livello nazionale ha perso per il caos liste. Su questo aspetto non irrilevante ai fini del consenso elettorale, pero', Formigoni ostenta sicurezza: è convinto che non si verificherà una diminuzione di preferenze e, in ogni caso «abbiamo tre settimane di campagna elettorale per spiegare quello che è successo e andare a crescere».
Il ministro Ignazio La Russa è ancora più perentorio: «Calo di fiducia? Questo era l'obiettivo di chi in questi giorni ha voluto rappresentare un Pdl in affanno e nei pasticci. Ma in tutta Italia abbiamo presentato 100 liste e in 98 casi su cento non abbiamo avuto nessuna difficoltà». Rientrato in gioco, il centrodestra e Formigoni prendono la ricorsa per gli ultimi giorni di campagna elettorale. Il governatore ha messo le cose in chiaro: «Nessuna rottura o screzio tra Lega e Pdl. Le polemiche mi hanno dato fastidio ma hanno riguardato solo alcuni militanti e candidati: tra i vertici e i responsabili la linea è sempre stata concorde e comune».
E a Berlusconi , cui ha telefonato, Formigoni ha fatto presente che «il decreto legge in Lombardia non è stato necessario». Questo perche' «sono sempre stato in corsa. Hanno cercato di espellerci, anzi l'arbitro aveva già alzato il cartellino rosso ma la moviola ha stabilito, inderogabilmente, che il fallo lo aveva commesso l'avversario». Metafora calcistica a parte, il governatore tira un sospiro di sollievo: «Gli avvenimenti di questi giorni sono stati dolorosi ma sono soddisfatto soprattutto di una cosa: la correttezza dei nostri comportamenti. Il Tar ha riconosciuto il nostro diritto originario e le firme sono state raccolte tutte nel pieno rispetto della legge».
Via libera al listino, dunque, senza «l'aiutino» del decreto salva-liste. La pensa diversamente Filippo Penati, andidato alla presidenza della Regione sostenuto da Pd, Idv e Sel: «Dopo il decreto salva Formigoni che ha sancito che la politica puo' godere di privilegi mentre il rispetto delle regole è doveroso solo per i cittadini comuni, non escludo di fare ricorso. Il Tar ha raccolto le indicazioni di carattere procedurale contenute nel decreto senza intervenire sul numero di firme e quindi non smentendo il fatto che mancasse un numero considerevole di firme a sostegno della candidatura di Formigoni ». Il governatore replica a stretto giro: «Come sempre alla sinistra le decisioni della magistratura vanno bene quando danno ragione a loro. Una volta che le cose non vanno come avevano previsto si rimangiano tutto. Ne abbiamo l'ennesima conferma: venerdi' Penati aveva escluso il ricorso. Ha la lingua biforcuta».
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