Categoria notizie Città e Provincia
Data : 3 Settembre 2009
Fonte : Il Giorno di FRANCESCA SANTOLINI
UN PRESIDIO sotto il Comune , un corteo lungo la via Cavour e i camion pronti a sfilare per le vie della città: così i giostrai hanno reagito al dietrofront del comune di Corsico. Dopo l’accordo siglato venerdì sera, un fax datato 1 settembre vieta, nuovamente, alle sette attrazioni destinate ai più grandi, di poter far parte del parco divertimenti allestito in occasione della sagra cittadina.
Una soluzione a cui i giostrai non intendono sottostare: mentre loro si organizzano in manifestazioni e proteste, l’amministrazione fonda una unità di crisi per risolvere la questione giostre. PER L’INTERA giornata di ieri, una delegazione di giostrai e i rappresentanti dell’amministrazione hanno disquisito sulla vicenda, ma la risposta arriverà solo questa mattina, quando il sindaco Sergio Graffeo, comunicherà l’esito della decisione a tutti i giostrai, radunati nel parco Giorgella.
Una storia infinita che prosegue da circa un mese: dopo aver effettuato a loro spese le valutazioni ambientali per la nuova piazza che quest’anno ospiterà le attrazioni (l’ex area stella è occupata dal cantiere dela Milano-Mortara), dopo aver allestito i servizi e investito denaro (cauzione per eventuali danni, assicurazione, stampa materiale per biglietti omaggio e giornate a tema) i giostrai si sono visti recapitare un fax dove si vietava l’allestimento delle giostre destinate ai più grandi.
O tutti o nessuno - ha dichiarato
Rocco Umbero, presidente nazionale dell’Una, Unione Nazionale Attrazionisti - non possono trattarci in questo modo; parliamo di divertimento e dietro a quello che offriamo ai cittadini c’è il destino di 50 famiglie, piccole imprese che lavorano e che hanno già subito ingenti esborsi per affrontare questo periodo nel comune di Corsico. Se domani la risposta sarà negativa e tutte le 42 giostre non potranno essere montate, vedremo come organizzare la protesta coinvolgendo tutti i giostrai.
DEL RESTO, il luna park a
Corsico è una tradizione che conta quasi un secolo di storia: abbiamo il diritto di lavorare - proseguono i giostrai - e soprattutto di farlo nel modo migliore, con tutte le attrazioni e assicurando divertimento per tutti. Nel corso delle trattative, infatti, l’amministrazione aveva perfino paventato l’idea di allestire due aree distinte: una soluzione rifiutata dai giostrai che hanno presentato le loro proposte, in un primo tempo accettate.
ABBIAMO fatto tutto il possibile,
confrontandoci anche con la Prefettura di Milano - dice il sindaco Sergio Graffeo - per garantire continuità a quella che è una vera e propria tradizione per la Sagra della nostra città. Però le ultime valutazione tecniche che ci sono pervenute lasciano aperti alcuni dubbi e non danno garanzie di assoluta sicurezza per coloro che utilizzeranno le giostre. Per il verdetto finale, però, si attende il parere della Commissione provinciale di vigilanza, alla quale è stata inviata tutta la documentazione tecnica.
