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Data : 24 Marzo 2009
Fonte : La Repubblica GIUSEPPINA PIANO
L' ABOLIZIONE dell' Ici dimezza i fondi anticrisi di Palazzo Marino. Con la bufera mondiale galoppante da mesi, con la cassa integrazione esplosa tra città e provincia (più 1300 per cento quella in deroga per le piccolissime imprese, ha contabilizzato la Cgil nei giorni scorsi), il governo per ora ha stanziato solo la metà dei 38 milioni di euro che deve al Comune come saldo per l' Ici non incassato nel 2008.
Quei soldi dovevano andare tutti in interventi a sostegno di lavoratori, imprese e famiglie colpite dalla recessione. Il pacchetto anticrisi , dunque, dovrà accontentarsi di 19 milioni.
Almeno per ora. Il neoassessore al Bilancio Giacomo Beretta non nasconde la fretta: «Sto sollecitando continuamente il governo per avere certezze sui tempi di erogazione dei fondi: vista l' emergenza, prima abbiamo i soldi prima possiamo dare risposte certe ai bisogni».
Al caso-Milano lavora il sottosegretario all' Economia Luigi Casero , già assessore al Bilancio con Albertini e commissario cittadino di Forza Italia. Beretta vede comunque il bicchiere mezzo pieno, guarda ai 19 milioni di euro che presto dovrebbero arrivare in Comune per assicurare che «saranno spesi per rispondere alle priorità dell' emergenza: dal sostegno al reinserimento di chi perde il lavoro al sostegno all' accesso ai mutui per le famiglie in difficoltà».
Ma l' esito della verifica che ieri Palazzo Marino ha fatto con il ministero dell' Economia sui conti, a partire dal credito vantato sui fondi che l' esecutivo aveva promesso a tutti i Comuni per ripianare l' abolizione dell' Ici, ha lasciato anche delusioni. La metà dei 38 milioni dovuti per il 2008è stanziato, per Milano come per gli altri Comuni, hanno assicurato dal ministero dell' Economia. Sull' altra metà, invece, il governo sta ancora cercando una copertura.
Un generico impegno, dunque, sul saldo del 2008. E ancora nebbia fitta sui fondi che dovranno arrivare per l' abolizione dell' Ici nel 2009. I tagli non aprirebbero comunque un buco nel bilancio di Palazzo Marino solo per un motivo: perché maggioranza e opposizione, quando fu approvato il documento di previsione di quest' anno, convennero che gli ex fondi Ici avrebbero dovuto, appunto, finire tutti in un pacchetto anticrisi a sostegno del reddito dei lavoratori rimasti senza lavoro o delle famiglie in difficoltà per pagare l' affitto. I 19 milioni di euro sopravvissuti saranno assegnati con bandi che l' assessorato al Bilancio sta studiando. Non solo. I dubbi nel tormentato rapporto contabile tra centro e periferia, tra Comune e governo, non sono solo sull' Ici.
La verifica con il ministero dell' Economia ha ribadito le promesse per gli stanziamenti attesi dal sindaco Moratti sulle opere in vista dell' Expo, a partire dal completamento della nuova linea 5 della metropolitana fino a San Siro che ancora non ha certezze sui finanziamenti statali.
Ma che il governo ribadisce di voler di finanziare in extremis attraverso il Cipe. Per proseguire sul blocco degli investimenti imposto alle città dalla cosiddetta circolare-Tremonti , quella che per non sforare il Patto di stabilità interno costringe gli enti locali a non spendere anche i soldi che hanno: a Milano la visione restrittiva del documento bloccherebbe i cantieri per la nuova linea 4 della metropolitana, e ancora non è chiaro quanto e come i vincoli saranno imperativi.
Dopo la censura della circolare fatta dalla Corte dei conti lombarda, il sindaco Moratti si è detta fiduciosa con i suoi assessori che Milano è un Comune virtuoso e potrà dunque spendere in cantieri quello che incasserà dalle vendite di immobili. Al ministero, però, si sta ancora lavorando per ricalibrare i vincoli e certezze formali ancora non ce ne possono essere. -
