Categoria notizie Cultura
Data : 12 Marzo 2010
Fonte : epolis Bergamo
Bergamo si conferma terra di pittori, capace di rinnovare le voci e le forme dell'antica arte.
Tre mostre allestite in questi giorni portano all'attenzione del pubblico le opere di affermati artisti bergamaschi, Mauro Capelli, Silvia Manfredini, Pino Viscusi. La Galleria Pezzoli di Clusone (via Mazzini 39) propone fino al prossimo 27 marzo i lavori recenti di Capelli, formatosi alla scuola del poeta pittore Cesare Benaglia.
La sua è una figurazione contemporanea, dove gli impasti densi e granulosi della materia danno corpo e volume alle forme con efficaci contrasti d'ombra e di luce. La figura umana apre i suoi contorni allo spazio circostante grazie a larghe spatolate di colore che ne dissolvono l'identità, mentre le nature morte puntano su un personalissimo gusto decorativo. Di particolare interesse i paesaggi, che si compongono e si scompongono quasi a patchwork, con accostamenti cromatici audaci e di ampia suggestione ottica.
Meditate tele, intime carte è invece il titolo della personale di Silvia Manfredini , visibile fino al 21 marzo nella sala civica del Palazzo Comunale di Gorlago. Una trentina di lavori fedeli alla poetica della figura ma attraversati da una luce che trasforma in senso onirico la realtà. La sua ricerca serba traccia della lezione di Longaretti e Salvadori ma si carica di valenze più intimamente riflessive, come si rileva in alcune nature morte e in ritratti femminili di intensa espressività. Alle tele si affiancano disegni che si distinguono per fine equilibrio grafico.
Di portata più concettuale, ma sempre nel solco della nostra tradizione pittorica coloristica, sono i lavori di Pino Viscusi. L'artista si è avvicinato negli ultimi anni alla cultura orientale, nello specifico all'arte e alla lingua cinese e alle dottrine zen, e ha realizzato contaminazioni grafiche tra Oriente e Occidente. I suoi dipinti, esposti alla biblioteca Caversazzi di Bergamo, sono il frutto di una ricerca di anni sul rapporto tra segno, parola, colore, forma e rappresentano una raffinata sintesi. In ostra si alternano tele vivaci che giocano con la parola dipinta in forma di haiku, in un'armonia e una simbiosi di linee che riflette la teoria taoista dei vuoti e dei pieni. In un'epoca che punta tutto sui new media, tre mostre di qualità rivendicano la vitalità della pittura e della figurazione
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